Le due città più popolate di Tenerife, Santa Cruz e La Laguna, con i loro 101 casi / 100.000 abitanti in 7 giorni e 176 in 14 giorni, e 96 casi in 7 giorni e 205 in 14 giorni, sono considerate ad alto rischio.

Questi numeri potrebbero portare  all’applicazione di misure restrittive come limitare le riunioni a un massimo di 6 persone, esclusi i conviventi, limitare a un massimo di 10 persone all’interno e 15 all’aperto per feste, funerali, matrimoni, battesimi (no banchetti e cocktail). Portare la capacità al 50% nei luoghi di culto con divieto di canto.

inoltre a ripristinare nei negozi la capacità di accogliere clienti all’interno dei locali al 25,% , e nei mercati all’aperto, con orari prioritari per le persone con più di 70 anni:  nelle case di cura, la dimissione dei residenti verrebbe sospesa, l’ingresso dei visitatori  limitato e l’attività dei centri diurni sospesa.

Gli ingressi e le uscite della città, del comune o dell’isola andrebbero monitorati, permettendo solo le attività essenziali come il lavoro, lo studio o per recarsi a centri sanitari; riportare la capacità al 30% su autobus, tram, metropolitane, treni e aerei; oppure in taxi non più di due passeggeri, esclusi i conviventi. Rivalutata anche la funzione educativa; vietare congressi, corsi, seminari e attività scientifiche faccia a faccia.

Si applicherebbero anche le chiusure perimetrali di città o comuni e maggiori limitazioni alla circolazione. Tuttavia, il governo delle Isole Canarie sembrerebbe escludere per ora questi scenari.