Il nostro borsellino straripa spesso di queste monetine di scarsa utilità, che spendiamo nei rari casi in cui ci vengano chieste alla cassa di qualche negozio. Per questo succede che al bar, dopo aver bevuto il classico caffè, si scelga a volte di rifilare i centesimi o i due al gestore, in pagamento della nostra consumazione, per alleggerire le nostre tasche di questo inutile peso.

Oggi sembra che le monetine abbiano vita breve. La Commissione Europea ha lanciato una consultazione aperta per valutarne l’utilizzo e se ne discuterà durante un limite di 15 settimane, coinvolgendo istituzioni, autorità nazionali competenti, consumatori e società civile. La proposta sarebbe quella di arrotondare i pagamenti in contanti nell’area dell’euro, e quindi di eliminare le monete da 1 e 2 centesimi.

L’Esecutivo Comunitario si accerterà sull’impatto economico, sociale e ambientale che si avrebbe con l’arrotondamento in tutta la Comunità Europea, considerando che in Belgio, Finlandia, Irlanda, Italia e Paesi Bassi, per il pagamento in contanti, sono già state adottate regole di arrotondamento ai 5 centesimi di euro più vicini.

In realtà, se ne parla da un po’ di eliminarli del tutto, e alcuni Paesi qualche passo in questo senso l’hanno già compiuto. In Italia la Zecca di Stato non conia già più dal 2018 le monetine da 1 con Castel del Monte e quelle da 2 cent con la Mole Antonelliana. Su tutto il suo territorio, i negozi sono autorizzati ad arrotondare per difetto ed eccesso, e quindi a non restituire il resto in monetine.

Da dicembre 2019 il Belgio ha deciso di arrotondare i prezzi per eccesso o per difetto per eliminarne l’utilizzo. Pratica analoga in Finlandia e Irlanda.

L’esecutivo europeo dovrà decidere alla fine del 2021 se adottare o meno una proposta legislativa sulle regole di arrotondamento uniformi per i pagamenti in contanti nella zona euro, ed eventualmente ritirare dalla circolazione le monete da 1 e 2 centesimi

Con l’addio agli 1 e 2 cent, per non scatenare l’inflazione, l’arrotondamento dei prezzi dovrebbe essere per eccesso o per difetto ai 5 centesimi più vicini. E dunque 0,1 e 0,2 saranno arrotondati a zero, 0,3 e 0,4 a 5 centesimi; 0,6 e 0,7 sempre a 5 centesimi e invece 0,8 e 0,9 a 10 centesimi. Il Comitato di sorveglianza sui prezzi dovrebbe comunque controllare che non ci siano effetti distorsivi.