Sono passati solo una manciata di mesi da quando avere il proprio “negozio” in un affermato centro commerciale, rappresentava un valore aggiunto alla proprio attività, mentre ora questa collocazione, a causa della crisi COVID, esprime uno svantaggio.

Il settore dei centri commerciali infatti sta attraversando un vera e propria tragedia senza precedenti. Al calo dei consumi che si è registrato nelle isole, a causa della mancanza di turisti, si e’ aggiunta la diminuzione del potere d’acquisto dei residenti nella maggior in ERTE, ed il timore di molti cittadini di andare in un luogo chiuso a comprare.

L’afflusso ai centri commerciali è sceso di circa il 40% e le vendite sono diminuite notevolmente. Negli ultimi mesi il calo ha raggiunto oltre il 50% in alcune attività commerciali e centri commerciali delle isole. Soprattutto al sud, dove il commercio vive di turismo, la situazione è ancora più drammatica.

Il protrarsi di questa situazione porterà inevitabilmente gli imprenditori a riconsegnare le chiavi ai proprietari dei negozi. Non sempre si riesce a raggiungere un accordo tra le parti e in questo caso si sceglie, se si ha la consapevolezza di non riuscire a rispettare gli impegni, prima che la proprietà agisca legalmente, di abbassare la saracinesca non perdendo in questo modo le obbligazioni, i depositi cauzionali posti a garanzia.

«La situazione del commercio al momento è in emergenza. Settembre è stato il mese peggiore della storia, e nei prossimi mesi se il turismo non verrà riattivato, questo porterà a numerosi locali vuoti. Prima era difficile trovarne uno disponibile nei centri commerciali. Ora per gli eventuali “coraggiosi” ci potrebbe essere una ampia scelta.