Sono già decine le denunce già  presentate a  Santa Cruz de Tenerife per una presunta truffa alla società Tradex Asset Management che gestiva del denaro da investire in borsa in cambio di un’elevata redditività in brevissimo tempo . In alcuni casi, la promessa arrivava a picchi del 50% in due mesi anche se generalmente dai documenti si evinceva che venisse assicurato un guadagno del 30% .

Inoltre, gli stessi dipendenti e collaboratori autonomi della Tradex sono sul piede di guerra per il mancato pagamento dello loro  retribuzione . Alcuni avvocati consultati spiegano che, in linea di principio e in assenza dell’indagine della Polizia Nazionale così ratificata, le prime denunce puntano sul fatto che Presumibilmente si tratta di una truffa piramidale” . Se questa ipotesi fosse confermata, il gancio per raccogliere fondi starebbe nell’avidità degli investitori che vogliono guadagnare notevoli profitti in pochi mesi.

Ora alcune persone che si considerano truffate dal Chief Executive Officer”di Tradex, MD sono andate dall’avvocato penalista Javier Santana . Secondo le testimonianze raccolte da questo avvocato, la piattaforma ha catturato varie somme di denaro e le ha gestite con presunti investimenti che avrebbero dovuto generare un alto ritorno, “50% in due mesi”. L’ avvocato Isaac Francisco Pérez, dello studio Avvocati Sirvent&Granados , ha stimato che la truffa potrebbe essere di 4.000.000 di euro .

Sulla base delle caratteristiche del caso, l’Unità per la criminalità economica e finanziaria (UDEF) della Polizia nazionale ha avviato le attività per determinare se c’è stato un reato o meno nel modo di agire di Tradex. Ciò implica l’analisi delle decine di denunce presentate.

Il modus operandi di queste truffe è molto semplice: i primi investitori versano contributi di denaro e ottengono (o si fa in modo che questo avvenga) i benefici promessi. Fatto questo primo step, gli “investitori” possono prelevare tali importi o , invogliati da questo primo successo e spinti dai promotori, a reinvestire per moltiplicare i profitti. Ad esempio, se una persona contribuisce con 10.000 euro, in due mesi ne avrebbe già 15.000. Molte vittime si “agganciano”, non ritirano l’importo e frastornati dal facile guadagno rinvestono tutto per  aumentare il profitto. Questa presunta “efficienza” si diffonde tra familiari, amici o conoscenti, che finiscono per promuovere lo schema piramidale. Se con i clienti iniziali è possibile rispettare, almeno in apparenza, questi ritorni, accade il contrario con quelli che entrano alla fine del processo.

Sulla base delle informazioni in possesso dell’avvocato Javier Santana García, questo modo di operare presumibilmente è proseguito fino alla scorsa settimana. Questo avvocato aveva ricevuto fino a questo mercoledì, 27 luglio, diverse denunce, che intende presentare davanti al tribunale nella capitale di Tenerife. Secondo Santana, “quella redditività non è praticabile in un periodo di tempo così breve e in un modo così massiccio”. Nel suo caso, le persone colpite che rappresenta hanno versato contributi di 10.000, 20.000 o 30.000 euro in Tradex. Questo non compare nel registro delle imprese, poiché è solo una firma commerciale della persona fisica che la controllava.

Gli allarmi per la presunta truffa sono saltati venerdì scorso presso la sede dell’azienda. Dipendenti e collaboratori di Tradex hanno percepito che poteva esserci qualcosa di strano. Forse dovuto anche al fatto che erano da diversi mesi senza retribuzione.  Per questo hanno cominciato a chiedere spiegazioni a MD, direttore esecutivo e fondatore dell’azienda, che ha continuato a rassicurarli dicendo che presto tutto si sarebbe risolto.

Sono gli stessi che poi giungono alla conclusione che il conto su cui dovrebbero finire i redditi dei clienti “era vuoto  non c’era niente”, dice una fonte. L’avvocato aggiunge che, il giorno dopo, i dipendenti e collaboratori”non sono più riusciti a localizzarlo”.

Fino a mezzogiorno di questo mercoledì, 54 reclami da parte di clienti erano stati depositati presso l’ufficio degli avvocati di Sirvent&Granados. Finora non sono stati in grado di riavere i loro soldi. Secondo le stime di Isaac Pérez, il volume della truffa può aggirarsi intorno ai quattro milioni di euro e le persone colpite potrebbero essere “centinaia, tra 600 e 1.000”.

“Raccomandiamo ai nostri clienti di presentarsi alla Polizia Nazionale”, dice l’avvocato. Un requisito logico nel reclamo è che ciascuna parte lesa fornisca il contratto di investimento con Tradex. Pérez afferma che tutte le persone colpite sono state attratte da “rendimenti spettacolari sul capitale, che non erano reali”. Sulla base dei dati ottenuti dallo stesso studio legale, all’inizio l’investimento minimo era di 5.000 euro, ma alla fine il contributo non poteva essere inferiore a 20.000 euro. Ma l’avvocato conferma anche che in una denuncia viene registrata la consegna di 500.000 euro alla Tradex.

A suo avviso, il profilo delle persone colpite è molto vario, dai lavoratori dipendenti ai liberi professionisti e imprenditori. Ovvero, le persone che decidono di investire i propri risparmi. E “la stragrande maggioranza proviene da Tenerife”, afferma Pérez.

L’avvocato afferma inoltre che «spostare 4.000.000 di euro non è facile, non si può fare da un giorno all’altro, soprattutto con i controlli che esistono per prevenire il riciclaggio di denaro». Le prime denunce sono state presentate alla Polizia Nazionale lo scorso venerdì pomeriggio. Gli investigatori dell’UDEF chiameranno ciascuna vittima perchè possa rilasciare la propria testimonianza e documentazione a dimostrazione dell’esistenza della truffa.