Disattendendo le proteste delle ONG e delle organizzazioni umanitarie, dopo quasi sei mesi di chiusura,il governo ha confinato nel Centro per l’internamento degli stranieri (CIE)  di Gran Canaria (Barranco Seco) i primi 42 clandestini sub-sahariani, in attesa di attivare i rimpatri ordinati dal Ministero dell’Interno.

Rimpatri scaturiti dalla visita del ministro  Fernando Grande Marlaska che con la Mauritania ha stilato l’accordo che consente il rimpatrio di tutti i migranti partiti dalle coste del paese africano, indipendentemente dalla loro nazionalità. Ed ecco la necessità di aprire le sopracitate strutture, esigenza dettata anche dall’urgenza di liberare il molo di Arguineguìn dove sono ancora collocati 287 clandestini, secondo fonti della Croce Rossa.

Inoltre sull’isola sei strutture alberghiere si sono già rese disponibili ad ospitare temporaneamente i migranti.  Altre due sono a Fuerteventura e una a Lanzarote.

L’arrivo di clandestini alle Isole Canarie quest’anno ha fatto registrare un aumento del 512.6 %  rispetto al 2019. Il 20% delle barche arrivato in Spagna quest’anno, sono arrivate nell’arcipelago con più di 5000 migranti.