Se siete giovani non vi interesserà leggere di discriminazioni nei confronti degli over 60. Anzi no, forse la cosa vi interesserà, perché prima o poi, se tutto va bene, i 60 li raggiungerete anche voi, ed il problema vi toccherà da vicino. Sembra così lontana questa età, quando si hanno vent’anni. Ed invece, cari miei, ve ne accorgerete. La vita corre con la velocità di un lampo. Sei giovane, bello, pelle liscia ed energia da vendere a mucchi. Ma non dura per sempre. Così col passare degli anni iniziano i primi acciacchi, la pressione va tenuta sotto controllo, ma via via se si è fortunati, dai 60 in poi, in quest’epoca in cui è quasi proibito invecchiare, si potranno godere ancora tantissimi anni in buona salute.

In periodo di Covid però, nei confronti dei cosiddetti senior, ossia gli over 60, è risultato evidente e allarmante un atteggiamento di esclusione per questa fascia di età, nel caso in cui, in una terapia intensiva, si fossero presentati un giovane e un anziano. In mancanza di mezzi di cura sufficienti, il criterio per l’accesso alle cure veniva determinato dall’età. Così come quando dalla Geriatria si riporta a casa, dopo una degenza, un malato, se egli non è più completamente autosufficiente, non si propende per le cure a casa, ma lo si dirotta in una Casa di Riposo.

Il professor Raffaele Antonelli Incalzi, Direttore di Geriatria presso l’Università Campus Bio Medico di Roma e presidente della Società italiana di Geriatria e Gerentologia, dichiara che per le donne, in caso di tumore alla mammella, la mastectomia totale è molto più comune dopo i 60 anni e conferma che l’età è sempre un fattore di scelta per l’accesso alle cure.

In Svezia addirittura, le linee guida riservate al SSN, specificavano che in caso di carenza di posti durante l’emergenza Covid, per i 60/70 enni dovevano essere valutate le loro patologie pregresse prima di accoglierli nelle rianimazioni, escludendo da esse gli 80enni. Ahimé anche in Italia un documento ufficiale della Società italiana di anestesia, analgesia e rianimazione, indicava come terza raccomandazione “Può rendersi necessario porre un limite di età all’ingresso di terapia intensiva”.

E’ vero che le malattie croniche degli over 60 incidono sulle spese del SSN per l’80%, ma non dimentichiamoci che il diritto alle cure dovrebbe essere riservato a qualsiasi cittadino. Per questi motivi è nata la campagna di sensibilizzazione #OldLivesMatter alla quale hanno aderito 49 organizzazioni, tra cui 29 in Italia, contro l’ageismo, cioè la discriminazione nei confronti degli anziani. Questa campagna rammenta un pò quella contro il razzismo, molto più facile da individuare e altrettanto importante.

Ritorniamo ad avere rispetto e considerazione per gli over 60, che oggi siamo noi, e domani saranno quegli adulti che oggi tendono a mettere da parte chi non produce più ricchezza per la società, e per questo sembra sia diventato inutile. E a dare alla vita di tutti, indistintamente, lo stesso peso.

Danila Rocca