Anche le Isole Canarie vogliono dimostrare la propria solidarieta’ al popolo ucraino. Lo hanno fatto in maniera concreta questa domenica attraverso una delegazione di tre canari e un andaluso fautori di questa avventura. Dalle Canarie alla Polonia è il nome della spedizione composta da due gran canarini, un Majorero e un andaluso che vive a Fuerteventura da 14 anni. José Carlos Hernández , Polizia Nazionale di Telde, Francisco Torres, guida turistica di Gran Canaria attualmente in Finlandia, Inmaculada Gómez , direttrice musicale dell’Escuela de Pájara e Arnán Armas , cameraman televisivo di AcfiPress.

Lo scopo è di trasportare un carico, che consiste in tutto cio’ che e’ possibile tra materiale  sanitario e altri aiuti, per fare ritorno con un carico umano, si spera almeno con una decina di profughi.

L’avventura è iniziata domenica a Gran Canaria da José Carlos e Inmaculada dove si sono imbarcati con un furgone su una barca che li ha portati a Malaga. A loro si e’ unito Francisco iniziando cosi ad attraversare la penisola, anche se non in linea retta, ma a zig-zag perché  dopo aver raccolto un secondo veicolo ad Albacete, hanno preso contatti con l’Associazione degli ucraini di Castilla La Mancha dicendo a Ciudad Real di aggiungere, al materiale che trasportavano da Gran Canaria e Fuerteventura, quello che questa associazione voleva inviare ai loro connazionali.

Stipati i due furgoni, questo mercoledì sono arrivati ​​a Barcellona e hanno preso il quarto membro dell’entourage, Arnán.Giovedi invece hanno cominciato a percorrere le strade della Francia per arrivare a Przemysl, loro destinazione finale, venerdi.

Sara’ in quel luogo, quello di arrivo, in cui forse ci si potra’ trovare davanti a diversi imprevisti. Come spiega Francisco Torres:

«Cerchiamo di avere tutto preparato da qui per non arrivare in Polonia e avere sorprese, ma ci siamo resi conto che è praticamente impossibile, quello che abbiamo ottenuto è avere una rete di contatti sufficiente, con ONG, organizzazioni, persone di lì, con persone che sono andate e venute e ora se non possiamo avere il 100 percento, sicuramente le persone che porteremo con noi avranno almeno abbastanza opzioni da cui attingere.”

Infatti le persone che dovevano far parte del convoglio di ritorno, puo’ essere che vengano ospitate da altri mezzi e che siano gia’ in viaggio per la salvezza, per cui non e’ semplice rispettare il programma. L’importante comunque sara’ strappare alla guerra quanta piu’ gente possibile.

“In ogni caso, la maggior parte delle persone destinate alle Isole Canarie arrivera’ nell’Arcipelago ed esattamente in un punto di incontro concordato precedentemente in modo che, da lì, i rifugiati vengano affidati a diverse famiglie che si sono offerte di ospitare”, aggiunge Torres.