Il ventesimo anniversario dell’attentato terroristico l’evento storico che ha segnato forse definitivamente la fine dello scorso millennio, coincide infatti con il ritiro delle truppe americane e gli alleati NATO dall’Afghanistan, paese che fu attaccato durante la presidenza di George W. Bush proprio perché reo di ospitare Osama Bin Laden, allora leader di Al Qaeda e responsabile della strage di New York. Con il preoccupante ritorno al potere dei talebani nel paese asiatico e l’evoluzione del terrorismo islamico registrata negli ultimi vent’anni, è facilmente comprensibile come la questione possa considerarsi tutt’altro che chiusa.

All’ombra del One World Trade Center, il grattacielo che sorge oggi su quello che è stato Ground Zero, il vuoto lasciato dal crollo delle Twin Towers, avverrano oggi le consuete commemorazioni dell’attentato alla presenza del Presidente, gli Stati Uniti – e con essi il mondo intero – affrontano un nuovo importante passo sulla ricostruzione e la giustizia storica degli eventi tragici del 2001.

Lo stesso Presidente Joe Biden ha infatti annunciato, nell’intento di mantenere l’impegno ampiamente sostenuto in campagna elettorale, la desecretazione dei documenti dell’FBI sulle indagini che seguirono gli attentati, ancora oggi avvolte in una nuvola di dubbi legati al coinvolgimento delle monarchie petrolifere del medio-oriente e dell’economia legata al controllo del petrolio tra Stati Uniti e Asia. Si tratta di un atto senza precedenti rispetto alla politica delle presidenze Bush, Obama e Trump, che nella gestione del logorante e perdente conflitto in Afghanistan avevano preferito lasciare che l’intelligence custodisse riservatamente la parte più spinosa delle ricostruzioni.