Tema dibattuto e opinioni contrastanti persino tra scienziati e studiosi: mascherina si, mascherina no. Con le vaccinazioni poi, e la crescita nella popolazione occidentale di popolazione vaccinata, mentre vaste aree dell’America Latina o dell’Asia rimangono devastate dalla pandemia, si fa strada la speranza di poter fare a meno presto di questo oggetto di prevenzione, diventato parte integrante del nostro abbigliamento.

Il 9 maggio in Spagna e’ stata decretata la fine dello stato d’allarme e più di 7,8 milioni di persone, il 16,6% della popolazione, si e’ sottoposta al vaccino. Da qui nasce il dibattito su quali misure mantenere per combattere il Covid19 e se si possa tornare alla normalita’ (e quando), quella che si riferisce a prima di quel marzo 2020, in cui la nostra vita cambio’ completamente.

Per ora le prospettive sono quelle di mantenere l’uso della mascherina ancora per tanto tempo, anche se la speranza di riacquistare una sorta di “libero respiro” ci accompagna quotidianamente. Dal centro per il coordinamento degli allarmi sanitari e delle emergenze, il direttore Fernando Simón del ministero della Salute, ha annunciato il 17 maggio che “non ci vorrà molto per fare proposte per rimuovere le mascherine in situazioni specifiche”.

Se a inizio Pandemia le norme sull’uso delle mascherine erano dettate dai governi autonomi, in seguito la Spagna le rese obbligatorie in tutti gli spazi pubblici, comprese le spiagge.  Si prevede pero’ che presto dovrebbe diminuire l’obbligo di indossarle all’aperto, dove i dati dei contagi saranno bassi.

Poiche’ la situazione non ha precedenti nella storia, infatti non esistono studi a cui fare riferimento per approvare o meno l’uso di questo filtro in tessuto che da un anno indossiamo, si sono aperti dibattiti, e come sempre accade in questi casi, i pareri sono discordanti.  Babak Javid , professore di medicina sperimentale presso l’Università della California, e altri specialisti, sostengono ad esempio che  il rischio di contagio da Covid19 è molto più alto all’interno, ma sostengono che l’uso di mascherine per la strada e’ di supporto al fine di continuare a considerare il loro utilizzo come una normalita’ .

 Muge Cevik , esperto di infezioni e salute globale presso l’Università britannica di St. Andrews, e i suoi colleghi, invece, sono di parere contrario, e affermano che l’uso all’aperto delle mascherine potrebbe scoraggiare le persone ad uscire di casa, isolandole nelle mura domestiche.

Tutti comunque si trovano d’accordo sul mantenere l’uso delle mascherine nelle citta’, dove la presenza di persone e’ molto piu’ rilevante, tranne quando ci si trova all’aperto da soli o con qualche membro della famiglia.

Più vaccini, meno maschere

Manuel Franco , portavoce della  SESPAS, Societa’ spagnola di sanita’ pubblica e amministrazione sanitaria , pensa che dovremmo toglierci la mascherina all’aperto, dato che si sta progredendo con l’inoculazione dei vaccini e   il tasso di infezioni sta calando, quindi indossarle solo all’interno, perche’ il rischio sussiste prevalentemente nei luoghi chiusi.

Il coronavirus è più trasmissibile in  ambienti poco ventilati  perché può galleggiare per ore attraverso gli aerosol  esalati dagli  infetti. All’aria aperta, invece, si disperde facilmente. Ragion per cui è molto più importante indossare mascherine in una discoteca che passeggiando sul lungomare.

Ci sono Paesi come il Regno Unito e la Germania che all’aperto non hanno mai decretato l’obbligo di portarle. Israele invece, con il più alto tasso di vaccinazioni al mondo, ha gia’ posto fine al loro obbligo al chiuso e conta di scrivere la parola fine alla mascherina, entro la fine di maggio.