Tanto quanto da giovani si pensi poco alle azioni da compiere, alle scelte che segneranno per sempre il nostro futuro, spinti dalla emotività e dai sentimenti, così ci si lascia trascinare dai ricordi del passato, quelli negativi, e in maniera imponente, durante la maturità.

Dopo che gli errori sono compiuti e la nostra vita ha preso una determinata piega anche per quelli, amiamo spesso permettere alla nostra mente di vagare nello stagno della memoria più dolorosa, rimanendo inerti a rincorrere momenti trascorsi che ci hanno procurato ferite insanabili, ma non per questo da non poter riporre nell’angolo più recondito del cuore.

Ah fosse così facile controllare i pensieri, dar loro una logica, una strada felice, uno scopo benefico al fine di catalogarli per quello di cui fanno parte, un passato che non ritorna, e che nel bene e nel male va accettato non fosse altro perché ci ha reso oggi, quello che siamo.

Dobbiamo compiere uno sforzo enorme, ma quando abbassiamo lo sguardo sul nostro trascorso e ci rimproveriamo per l’ennesima volta per non essere fuggiti davanti a quella situazione, quella persona, quel gesto, è in alto che dobbiamo guardare, verso il nostro futuro, quello che adesso, qui, ora, ha senso di esistere per noi e per la nostra mente.

Abituiamoci a dare una logica ai momenti, a sfruttare al meglio noi stessi, accantonando tutta quell’inquietudine che ci consegna alla nostalgia per quel che abbiamo perduto, e al rimprovero per quello che poteva essere, e che per nostra colpa o di altri, non è stato. Diamoci tregua e viviamo proiettati verso pensieri positivi, costruttivi.

Creiamoci scopi che ci diano il senso dell’attualità del tempo, che abbraccino passioni, disegni luminosi, attimi di felicita’.

Il passato rimarrà lì dov’è, non muterà nel tempo, non perderà il suo smalto, non risalirà quelle scale.

Sarà nella nostra mente un momento della giornata, un odore, un nome, una persona cara che non c’è più. Un luogo che scorre davanti agli occhi, una fotografia, un salto che abbiamo mancato. Null’altro che un cesto da cui attingere, con la volontà di chi desidera amare sè stesso, i fiori più profumati, i più belli.

Lasciamoci vivere. Con la logica dell’età, col tempo che si accorcia e che merita di essere appieno vissuto. Col sorriso di chi vuole marciare in avanti. A volte a denti stretti, a volte costruendo progetti per continuarla questa vita che tanto ci ha tolto, ma tanto può ancora riservarci in futuro.

Danila Rocca