Poche ore fa il Ministro del Lavoro, Yolanda Diaz, nella conferenza stampa tenuta dopo il Consiglio dei Ministri ha comunicato l’approvazione del Regio Decreto Legge che proroga di fatto l’ERTE sino al 31 gennaio, e con la creazione di due tipologie di ERTE. Nello specifico l’ERTE per coloro la cui attività è stata completamente impedita, e l’ERTE per le aziende la cui attività è stata obbligatoriamente ridotta. Entrambe le posizioni potranno usufruire di esenzioni, che in alcuni casi potranno arrivare sino al 100%.

Il ministro ha dichiarato che con questo accordo si è voluto dare tranquillità a famiglie e imprese ” senza lasciare indietro nessuno. Naturalmente queste esenzioni saranno riservate alle aziende più colpite dalla pandemia purchè l’attività rientri in uno dei codici della Classificazione Nazionale delle Attività Economiche (CNAE-09) previsti dalla norma.

E’ chiarito però che si possano avvantaggiare anche quelle aziende che pur non rientrando nei parametri sopracitati, hanno il loro  core business che dipende da queste aziende.

ERTE PER INATTIVITA’ E ERTE PER RIDUZIONE DI ATTIVITA’

Le esenzione accordate alle aziende che hanno avuto una diminuzione della loro attività, a causa di restrizioni dettate da autorità locali, regionali o statati, per esempio limitazioni degli orari d’apertura o capacità ricettiva, beneficeranno di quote elevate, usufruibili da ottobre a gennaio. Per imprese che al 29 febbraio  2020 avevano in forza meno di 50 dipendenti, a ottobre l’esenzione sarà pari al 100%, a novembre al 90%, a dicembre al 85% per terminare a gennaio con l’80%. Per le aziende invece con più di 50 dipendenti queste sono le quote: 90%, 80%, 75% e 70%.

Mentre per le aziende la cui attività è stata sospesa a causa di restrizioni delle autorità, usufruiranno, se alla data del 29 febbraio 2020 il loro organico era inferiore ai 50 dipendenti del 100%, e del 90% per imprese con più di 50 dipendenti.

PROTEZIONE DELL’OCCUPAZIONE

Tutte le aziende destinatarie dei benefici fiscali saranno obligate a salvaguardare l’occupazione per altri sei mesi. Il “divieto” di licenziamento per motivi oggettivi e la sospensione dei contratti a tempo determinato, compresi i contratti di formazione, agevolazioni e interinali, sono prorogati sino al 31 gennaio 2021.

Infine, non per importanza, l’importo della prestazione non sarà toccata ( non scenderà al 50%) i lavoratori percepiranno sempre il 70% dello stipendio.