La Guardia Civile, nell’ambito dell’operazione Santero , ha arrestato a Tenerife una giovane donna e il suo compagno e tre parenti di quest’ultimo per aver estorte denaro alla madre simulando il suo rapimento.

La madre dopo aver ricevuto un video in cui si vede la figlia imbavagliata con un coltello al collo, segue le indicazioni ricevute dai falsi rapinatori, ritira dalla banca la somma di 50mila euro per pagare la liberazione della figlia.

Nel video la figlia, autrice dell’estorsione appare con finte macchie di sangue sul viso, chiede il pagamento in contanti, che dovrebbe essere consegnato in un luogo preciso designato dai presunti rapitori.

Dalle prime indagini però, gli inquirenti vengono a sapere che la vittima era stata già ingannata in almeno tre precedenti occasioni, in cui aveva consegnato la cifra complessiva di 45.000 euro, dopo che aveva ricevuto tre lettere con minacce contro la vita della figlia.

Questi fatti portano gli inquirenti a concentrare le loro indagini sull’ambiente più vicino alla giovane donna “rapita”, puntando i riflettori sul suo partner e la sua famiglia.

Una volta analizzate le informazioni, è stato attivato il protocollo di sequestro, con gli specialisti dell’Unità Operativa Centrale.

È stato attivato anche un modulo di intervento speciale del GRS-8, che è rimasto in allerta nel caso si fosse reso necessario il suo intervento per la liberazione dell’ostaggio, dettaglia in una nota la Guardia Civile.

Quando gli agenti hanno deciso di chiudere l’operazione, hanno scoperto che la giovane donna era in perfette condizioni e non era stata privata della sua libertà.  La protagonista del video e la famiglia del compagno sono stati trovati in una sala giochi. Gli agenti a questo punto hanno arrestato le cinque persone per i reati di simulazione di reato ed estorsione.

Il Nucleo investigativo ha risolto il caso in meno di 24 ore e nella perquisizione domiciliare la Guardia Civile ha trovato gli strumenti utilizzati per la simulazione del rapimento, una grossa arma bianca, il fazzoletto con cui la giovane è stata imbavagliata e una bottiglia di sangue artificiale.

L’operazione, sotto la direzione del Tribunale di primo grado e dell’Istruzione numero 2 di quelli di Granadilla de Abona, e coordinata dalla Procura del Tribunale provinciale di Tenerife, è stata realizzata dalla Squadra Crimini contro le Persone e dalla Squadra Territoriale della Polizia Giudiziaria delle Americhe, entrambi appartenenti all’Unità Organica della Polizia Giudiziaria, diverse unità della Compagnia della Guardia Civile di Playa de Las Américas, il Gruppo Rapimenti e il Gruppo di Supporto Tecnico Operativo dell’Unità Operativa Centrale e un Modulo di Intervento Speciale del GRS-8.