Il portavoce e deputato di Ciudadanos (Cs) al parlamento delle Isole Canarie, Ricardo Fernández de la Puente, mostra la sua preoccupazione per la richiesta dei governi regionali delle Azzorre e di Madeira al suo paese di aumentare le quote della pesca del tonno per le flotte insulari attraverso accordi con la Spagna.

Data questa situazione, avverte della possibile condizione che potrebbe generare per i pescatori delle Canarie, che per quest’anno hanno avuto già un limite di 2.368 tonnellate distribuite tra le tonniere con lenze e la flotta artigianale polivalente.

Fernández de la Puente ritiene che un’eventuale ridistribuzione della quota di pesca tra Spagna e Portogallo potrebbe causare danni ai professionisti delle Canarie, i quali hanno già affermato in più di un’occasione che le catture consentite sono insufficienti.

“Temiamo che, se si raggiungesse un accordo tra i due Paesi, la quota per i nostri pescatori potrebbe essere ulteriormente ridotta, il che inciderebbe negativamente sul reddito dei pescatori”, chiarisce il deputato canario.

Al riguardo, sottolinea anche che i guadagni conseguiti dai professionisti del settore sono diminuiti negli ultimi mesi, per effetto, tra l’altro, dell’aumento dei costi del carburante.

Per questo motivo esorta le amministrazioni canarie a prestare attenzione alla possibile variazione delle quote di pesca del tonno nelle isole. “Non è ammissibile che un settore fondamentale nelle Isole Canarie, da cui dipende migliaia di famiglie”, venga disatteso da una politica cieca e assente.

Pertanto per evitare questo, “è necessario che tutte le amministrazioni si impegnino a tutelare il lavoro dei professionisti del settore della pesca, ottenendo la sopravvivenza di un settore tradizionale che promuove una pesca sostenibile”, sottolinea.