La Gazzetta Ufficiale dello Stato (BOE) ha pubblicato la modifica del decreto che decreta la fine all’uso obbligatorio delle mascherine al chiuso a partire da questo mercoledì, tranne in alcune zone, dopo che è stato approvato nell’ultimo Consiglio dei ministri. La mascherina al lavoro, uno dei punti più controversi, saranno i preposti alla prevenzione dei rischi professionali che decideranno.

Questo regio decreto stabilisce i luoghi dove la mascherina continuerà ad essere obbligatoria. Pertanto, le persone di età pari o superiore a sei anni dovranno ancora indossare le mascherine in alcuni casi descritti di seguito.

Gli utenti del trasporto aereo, ferroviario o via cavo e degli autobus, così come il trasporto pubblico di passeggeri, continueranno ad indossare le mascherine. Parimenti le mascherine continueranno ad essere obbligatorie negli spazi chiusi di navi e imbarcazioni in cui non è possibile mantenere la distanza di 1,5 metri, tranne che nelle cabine, quando sono condivise da gruppi di conviventi.

Nei centri socio sanitari, lavoratori e visitatori dovranno indossare la mascherina nelle aree comuni. I centri sanitari, i servizi e gli stabilimenti, come stabilito dal regio decreto 1277/2003, del 10 ottobre, saranno anche luoghi in cui i lavoratori, i visitatori e i pazienti, ad eccezione delle persone ricoverate durante la permanenza nella propria stanza, dovranno continuare a indossare una mascherina.

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MASCARILLA AL LAVORO E PER I PIU’ VULNERABILI
Nell’ambiente di lavoro, in generale, l’uso delle mascherine non sarà obbligatorio, raccoglie il BOE. Tuttavia, i responsabili della prevenzione dei rischi professionali, in accordo con la corrispondente valutazione dei rischi del lavoro, possono determinare le misure preventive appropriate che devono essere attuate sul posto di lavoro o in determinati spazi dei centri di lavoro.

Tale obbligo non sarà comunque richiesto alle persone che presentino qualsiasi tipo di malattia o difficoltà respiratoria che possa essere aggravata dall’uso della mascherina o che, a causa della propria disabilità o dipendenza, non abbiano l’autonomia di togliere la mascherina o presentare cambiamenti comportamentali che ne rendano impraticabile l’uso.

Né sarà richiesto nel caso in cui, per la natura stessa delle attività, l’uso della mascherina sia incompatibile.

Le autorità sanitarie raccomandano che le persone con una maggiore vulnerabilità al contagio da coronavirus mantengano l’uso della mascherina in ogni situazione in cui vi sia un contatto prolungato con persone a distanza inferiore a 1,5 metri.

Per questo motivo è consigliato un uso responsabile della mascherina negli spazi chiusi ad uso pubblico in cui le persone transitano o rimangono a lungo, così come nei grandi eventi.

INDICATORI
Secondo l’ultimo rapporto pubblicato l’8 aprile 2022, tutti i principali indicatori per il monitoraggio dell’epidemia in corso, in accordo con la ‘Strategia di sorveglianza e controllo contro il COVID-19 dopo la fase acuta della pandemia’, si trovano ad un livello di rischio basso nella maggior parte del territorio, che pone l’allerta al livello 1 in 42 delle 52 province e al livello 2 in 8 province. Infatti, due province non presentano più una situazione di allerta.

La gravità della malattia è diminuita “in modo significativo” con l’arrivo dei vaccini. Pertanto, secondo i dati ricevuti attraverso la Rete Nazionale di Sorveglianza Epidemiologica, il tasso di ospedalizzazione tra i casi è passato da una media di circa il 7% nell’ondata epidemica da dicembre 2020 a febbraio 2021 all’1,19% nell’ondata epidemica da dicembre 2021 a marzo 2022, mentre quella di ricovero in terapia intensiva è variata dallo 0,67% allo 0,06% e quella della letalità è passata dall’1,46% allo 0,19% per l’intera popolazione.