Il 9 luglio 1992, diversi testimoni avevano dichiarato di aver visto “che qualcosa era caduto” in mare in prossimitò della costa meridionale di Tenerife. Iniziò così uno dei misteri più chiacchierati dell’isola che 30 anni dopo, rimane ancora tutto da svelare. Infatti nulla si sa dell’aereo scomparso ad Abades, poiché, in un primo momento, tutti hanno pensate che si trattasse di un incidente aereo.

L’orologio segnava le 20:30 di giovedì 9 luglio, quando diversi organi di informazione e la Guardia Civile hanno iniziato a ricevere telefonate di cittadini che affermavano di aver visto un aereo precipitare in mare sulla costa di Abades (comune di Arico), a il sud-est di Tenerife.

Radio Club Tenerife Information Services ricevette, nel giro di 10 o 15 minuti, sei o sette telefonate che dicevano che un aereo era caduto sulla costa di Abades. Qualcuno arrivò persino a dettagliare il colore della coda: era blu.

Le chiamate arrivarono scaglionate, allora non c’erano ancora i cellulari, ed era necessario trovare un telefono pubblico per poter dare l’informazione.

Una delle prime testimonianze fu quella del venezuelano Juan José Hernández, che guidava il suo furgone da Güímar ad Abades sulla TF-1. Juan José raccontò di aver visto un aereo che “volava a un’altezza molto bassa sul mare”. Questo attirò la sua attenzione, ma continuò per la sua strada. Solo dopo aver lasciato l’autostrada, e vedendo una coppia di sposi che indica un punto in mezzo al mare, rimane senza parole. Un aeroplano galleggia sulle onde.  

Secondo Alfonso Ferrer, direttore del podcast El Laberinto , che ha indagato a suo tempo sull’argomento, una delle chiavi di questo mistero è il numero di testimoni che hanno affermato di aver visto qualcosa contemporaneamente. 

La Guardia Civile raccoglie le testimonianze di sei persone: “Si tratta di testimoni indipendenti e localizzati, e questo è importante, in diversi punti della zona. Uno era in autostrada, un gruppo di ragazzi in campeggio a La Caleta… Vedono tutti la stessa cosa: un aereo che vola basso, altri lo vedono già fluttuare in mare e anche il momento che si inabissò.

È la stessa Guardia Civile che avvia immediatamente un’operazione di emergenza. Tre sommozzatori, uno zodiaco, quattro mezzi d’appoggio e perfino un elicottero, “che sono stati usati a fondo”, come ricorda Ferrer, lavorarono alacremente fino al mattino successivo, quando le ricerche furono sospese: non trovarono assolutamente nulla. Nessuna traccia del presunto aereo scomparso.

Il lavoro dei subacquei si concentrò fino a una distanza di circa 500 metri dalla costa, poiché da lì si insinua un abisso nel fondale al quale era impossibile accedere.

In un articolo, lo stesso Alfonso Ferrer raccolse la testimonianza del titolare del bar Amazona, vicino alla costa. La donna riconobbe di non aver visto nulla, ma di aver sentito “un gran rumore”. Quella sensazione di gran rumore fu avvertita da molte persone.

Il pilota commerciale e ricercatore Iván Castro Palacios ricorda che nessuno degli allarmi previsti per questi casi è stato attivato. Non c’è stato alcun avviso iniziale a causa di incertezza, scomparsa o pericolo, che è il segnale che viene lanciato dai piloti quando l’aeroplano stia precipitando. La mancata attivazione del protocollo da parte dei piloti ha portato subito a una conclusione: se c’era, l’aereo scomparso ad Abades non era registrato.

Proliferare voci e ipotesi di vario tipo. Dalle pratiche militari – droni usati dal governo per essere abbattuti con i missili – agli aerei usati per il traffico di droga. Il fatto di volare così basso fece guadagnare credibilità a quest’ultima ipotesi.

UN AEREO DI CONTRABBANDO

Per capire cosa possa essere successo all’aereo scomparso ad Abades, dobbiamo tornare all’inizio di questo articolo: a Juan José Hernández, l’uomo che stava guidando sulla TF-1.

Ferrer era riuscito a contattarlo nonostante la logica reticenza che si manifesta in questo tipo di casi quando si rilasciano questi dichiarazioni. I media non erano stati del tutto corretti con lui, avevano messo in dubbio la sua testimonianza, ma nonostante tutto, aveva accettato di parlare: “Era abbastanza sicuro che si trattasse di un caso di traffico di droga o di contrabbando di qualche tipo. L’aeroplano avvicinandosi all’isola, era sceso abbastanza di quota per evitare i radar. I venti, intensi di quel giorno nella zona, l’avrebbero fatto precipitare.

“Secondo la sua teoria, poteva essere un modello Falcon 500. Un aereo dello stesso tipo era scomparso pochi giorni prima in Venezuela e non era stato trovato. Il furto di piccoli aerei è una pratica comune in Sud America. Il Falcon 500 è un dispositivo adatto per questo tipo di raid. Piccolo, manovrabile e con sufficiente autonomia”, ha sottolineato Alfonso Ferrer nel suo articolo Il caso dell’aereo scomparso a Tenerife .

Oggi, a 30 anni di distanza, la realtà è che il mistero continua attorno al presunto aereo scomparso ad Abades, un caso che è stato chiuso ufficialmente come “falso allarme”, ma che non ha convinto nessuno.