Oggi me la sono proprio tolta una voglia. Disabituata da quest’anno di Covid a sentire nelle orecchie il rombo del motore degli aerei in atterraggio vicino a casa, questo sabato ho alzato spesso gli occhi al cielo, trovandomi sul mare, per guardarli passare.

Che gioia! Da troppo tempo non c’era un via vai cosi nell’azzurro di Tenerife. O perlomeno, finalmente un po’ piu’ di traffico, e di gente che ha pensato bene di venirci a trovare. E’ stato un incubo. Spiagge bellissime, semivuote, tutte soltanto per chi vive qui. A nostra completa disposizione. Nessun inciampo sul “paseo”, parcheggi facili da trovare, ristoranti e bar con facce conosciute, o quasi.

Ma questa benedetta mascherina, i morti che abbiamo letto e patito sulla nostra pelle per gli affetti che a qualcuno, me compresa, ha portato via, sono stati e sono sempre li’ a ricordarci quel che ci e’ stato tolto in questo lunghissimo anno. Chi si e’ ammalato e ne e’ uscito, chi ha dovuto abbandonare qualche suo caro, chi il lavoro, chi i progetti futuri.

Ma adesso basta. Adesso se Dio vuole si ricomincia. Torneremo a far festa la sera in compagnia. A prenotare in un ristorante “Chissa’ se c’e’ posto”. A rivedere per strada quei sandali che camminano, i trolley pieni di abiti nuovi da sfoggiare in vacanza, percorrere gli spazi fino all’Hotel.

I taxi riprenderanno le corse, le case vuote si ripopoleranno. Tenerife riscoprira’ la meraviglia dei lettini vestiti di salviettoni colorati, di gente su di essi distesi con profumo di cocco e spalle arrossate, di sabbia e bambini che nel correre te la buttano in faccia. Basta ERTE, ma di nuovo il lavoro. Lavoro per tutti. Il lavoro, quello che regala la dignita’, la certezza di potercela fare, i propositi, l’orgoglio di costruirsi un futuro, o di mantenere il tenore di vita di sempre.

Adesso basta il timore di un abbraccio, diteci che possiamo stringerci stretti, o perlomeno sederci vicini, scherzare, rivederci in quel localino dove ci si trovava  prima della Pandemia, magari una trentina di amici a passare serate serene. Lo faremo con le dovute precauzioni, ci laveremo mille volte le mani.

Tenerife tornera’ a splendere la notte e di giorno, le sue luci illumineranno la strada di innamorati arrivati in vacanza, di chiunque desideri un po’ di relax e perche’ no, anche di chi vorra’ conoscere quest’Isola bella, magica, unica e vera.

Eh si, oggi me li sono proprio goduti quei voli nel cielo terso di un sabato meraviglioso. E ho voluto sperare che arrivera’ presto, prestissimo, quella normalita’ accantonata che ci apparira’ come una scoperta, quella della comunione dei fatti, delle parole, della salute per tutti, della liberta’.

Fateci caso. Alzate lo sguardo. Da ora in poi, camminando, o coricati in riva al mare, o in casa a finestre aperte come sempre, lanciate un’occhiata a quell’aereo che passa. Che atterra. Che riconduce la speranza e la vita. Fateci caso. Che forse il Covid, vivaddio, ce lo stiamo lasciando alle spalle!

Danila Rocca