Le Organizzazioni che si occupano della tutela dei migranti, hanno dichiarato non idonee le strutture chiuse ad aprile per Covid 19, che il Governo ha deciso di riaprire per accoglierli, perche’ non possiedono le condizioni per fornire servizi  sanitari adeguati contro il Coronavirus.

Per la CEAR ( Commissione Spagnola per l’aiuto dei Rifugiati) si è fatto bene a chiudere questi centri dopo la pandemia e ricorda il regime “semi penitenziario” adottato in queste strutture, cosi’ come sostengono il Difensore Civico e le Nazione Unite, che ne chiedono la chiusura.

Secondo l’organizzazione questi soggiorni non sono in grado di evitare i contagi e si dispiace del fatto che si voglia riaprirli nel caso di una seconda ondata di focolai. Per questo, nel caso in cui la diffusione del Covid19 dovesse aumentare all’interno di essi, dichiara lo Stato unico responsabile.

A tutti si associa SOS Racismo che condanna la riapertura, ricordando di aver suggerito la chiusura dei centri già a marzo scorso. Secondo SOS Racismo in queste strutture si violano i diritti alla salute e i diritti umani, nei confronti dei migranti. Sostiene inoltre che questa politica migratoria conferma una tendenza razzista e contraria ai diritti umani in Spagna e in tutta l’Europa. Deplora che questi centri possano essere riaperti durante un secondo picco di contagi, favorendo così la diffusione del Covid 19.

Anche il Servizio dei Gesuiti per i Migranti in Spagna (SJM-E) si unisce a tutte le altre organizzazioni nella protesta, e Spazio Opaco rammenta che i centri spagnoli non rispettano le misure sanitarie, mai come in questo momento storico necessarie per l’accoglienza.

I dottori del mondo, tra cui la portavoce in materia, Ana Perez, ha dichiarato ad Europa Press che la riapertura di queste strutture mancherebbe di rispetto alle norme per la tutela della salute.. Chiedono il controllo dell’immigrazione e l'”espulsione espressa” e al dipartimento diretto da Grande-Marlaska di migliorare i Centri di Accoglienza Temporanea (CETI) per garantire la protezione e la sicurezza nei casi di Covid19.