Si ritorna a parlare del Puertito e lo si fa a Santa Cruz de Tenerife sabato scorso dove una grande folla ha manifestato contro il “crollo urbano” dell’isola e in special modo contro il progetto turistico del Puertito di Adeje.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione degli amici della natura di Tenerife (ATAN), Save Fonsalía, Save La Tejita, Save El Puertito, Fondazione Telesforo Bravo, Tegüico, Youth for Climate Tenerife, Ben Magec-Ecologists in Action e Assembly in Defense de Nuestra Tierra, tra gli altri, ha preso il via dopo le 11 in Plaza Weyler per poi aver fine davanti al Cabildo de Tenerife, dove è stato letto un manifesto.

A parere degli organizzatori sembra fossero presenti alla manifestazione qualcosa come 8.000 persone, cifra diversa da quella della delegazione governativa che sostiene che  il massimo afflusso è stato raggiunto con 1.800 persone tra via Méndez Núñez e via El Pilar.

Gli slogan che echeggiavano in segno di protesta contro il progetto erano “No al progetto della tomba dell’anima”, “Non c’è più spazio per più persone a Tenerife”, “Le Isole Canarie non sono in vendita”, “Moratoria sul turismo ora” o “Niente più dumping”.

E’ stato poi uno dei portavoce della concentrazione e responsabile della lettura del manifesto, Atteneri Rivero, a sottolineare che il progetto turistico a Puertito de Adeje è “un nuovo morso al territorio scarso e maltrattato” che inoltre  sottrae specie protette, cactus centenari, cultura e qualità della vita.

“Ci basta! Viviamo su isole sovraffollate, sovrappopolate, dove non ci sono mai stati limiti, dove la classe politica non ascolta mai scienziati, esperti e associazioni che ci hanno avvertito del crollo che stiamo già subendo”, ha dichiarato il biologo botanico .

Dopo la lettura del manifesto ha chiesto una moratoria turistica per progettare un piano di diminuzione del turismo , ha chiesto che venga istituita una legge sul soggiorno per frenare “la crescita infinita in un territorio molto limitato” e che siano negate nuove grandi infrastrutture, “che il l’unica cosa che faranno è continuare a distruggere la nostra isola e i suoi spazi naturali”.

Inoltre ha chiesto la creazione di riserve marine, l’espansione di spazi naturali protetti e la sorveglianza e il controllo dell’ambiente, tra le altre misure.

Ha detto “basta con la precarietà” perché, la società è stata venduta perche’ il turismo genera ricchezza nelle Isole Canarie, che rimangono comunque la seconda comunità autonoma con il più alto tasso di povertà ed esclusione sociale in Spagna.

Riferendosi al progetto Cuna del Alma, in El Puertito de Adeje, che ha definito la “tomba dell’anima”, ha affermato che è “la tomba di questo modello obsoleto di sviluppo che sta guidando gran parte del Le Canarie al collasso”.