Eh si, purtroppo e’ cosi. Soprattutto al sud dell’Isola di Tenerife, piu’ turistica e con una larghissima richiesta di strutture che accolgano i turisti. I paesini di pescatori sono quasi completamente scomparsi, forse uno dei pochi rimane Las Galletas a portare alta questa bandiera. Questa e’ la volta di uno degli ultimi tratti di costa non edificato ad Adeje, El Puertito,  dove un villaggio di pescatori che si trova nella paradisiaca area naturale protetta di La Caleta, sarà convertito in un’urbanizzazione di 420 residenze di lusso, denominata Cuna del Alma, promossa dalle famiglie belghe Vandermarliere e Van Biervlie, con un investimento di 350 milioni di euro. Questa urbanizzazione comprendera’ anche un hotel, altrettanto lussuoso, del gruppo CIO con il marchio The Tais Hotels and Villas.

L’area che verra’ coperta sara’ di 437.000 mq, in un paesaggio di grande bellezza naturale, e con una spiaggia adiacente al piccolo centro abitato, di circa 30 abitanti, che attualmente non dispone di servizi igienici o telecomunicazioni, servizi che il Consiglio Comunale ha annunciato che arriveranno quando questo piano parziale sarà eseguito.

Le famiglie promotrici di questa urbanizzazione hanno festeggiato  il 5 maggio la posa della prima pietra e la piantumazione di una pianta di banana, alla quale hanno partecipato il sindaco di Adeje, José Miguel Rodríguez Fraga, nonché il vicepresidente del Cabildo di Tenerife, Berta Pérez , insieme agli investitori di Cuna del Alma, Sofie Vandermarliere della holding di gestione degli investimenti GT & Co e David Van Biervliet, in rappresentanza di Fivanco; il co-CEO dello sviluppatore immobiliare Filip Hoste, il direttore tecnico co-CEO Andrés Muñoz de Diós (ex manager del tram di Tenerife) e Remo Masala, direttore creativo.

Per commissionare questo progetto si è resa necessaria una parziale modifica del Piano Generale Adeje, in corso da anni, con la sua pubblicazione in fase di approvazione iniziale nel 2014 e definitiva nel 2019, e con tutti i complimenti già da parte delle Amministrazioni pubbliche.

Per la bellezza vulcanica del paesaggio e la sua vicinanza al Sito di Interesse Scientifico La Caleta, gli investitori ritengono questa urbanizzazione “un impegno immobiliare con responsabilità ambientale e vicino alla crescente comunità di viaggiatori di nuova generazione; con un concetto sostenibile che celebra il locale e rispetta il suo posto nella natura, con una nuova interpretazione del lusso”, afferma David van Biervliet.

Peccato che nessun gruppo ambientalista, ad eccezione del Forum contro l’incenerimento, abbia mostrato rimostranze davanti a questa urbanizzazione, ma la posa della prima pietra è stata ciò che ha innescato gli allarmi nel movimento ambientalista, che ha già avviato mobilitazioni contro questa urbanizzazione.

Si sta gia’ provvedendo a togliere i cactus presenti nell’area ed a spianare il terreno per la costruzione, mentre sabato prossimo alle 17:30 è prevista un’assemblea sulla spiaggia di Puertito de Adeje convocata dalle organizzazioni ambientaliste.A cosa sortira’?

Il Forum contro l’incenerimento, l’Associazione degli amici della natura di Tenerife (ATAN), Salvar La Tejita e la Fondazione Telesforo Bravo-Juan Coello hanno già alzato la voce ed è prevedibile che altri continueranno ad aderire nei prossimi giorni. Pertanto, l’esecuzione dei lavori non sembra essere un letto di rose, perché il motto dell’assemblea è “El Puertito no se toca”.

I primi chalet, nel 2025

Le società di sviluppo vogliono che le prime 106 unità di lusso siano pronte nel 2025. Ci saranno 36 case da 1 a 4 camere da 85 mq a 129 mq. , 32 appartamenti sulla spiaggia da 1 a 3 camere da letto tra 80 e 163 mq, 20 ville da 1 a 4 camere da 139 e 163 mq e 18 ville da 3 e 4 camere da 432 a 650 mq. Tutti naturalmente con vista mare.

Il complesso vantera’ anche un ristorante biologico con verdure del proprio orto, una piscina di rocce naturali e acque turchesi, una spa e un miniclub. Il lussuoso beach club sarà l’epicentro di Cuna del Alma, riporta il promotore in una nota. Insomma, un piccolo Paradiso.

Cuna del Alma è il risultato della collaborazione di architetti e designer delle Isole Canarie e di altri paesi. Ci sono diversi architetti con sede a Tenerife: Jorge Heras e María Toledo di TH Arquitectos, María Mago e Juan Diego Mayordomo di Placa Studio, María de Juan e Pablo Leñador di Arvo, Eustaquio Martínez e Virgilio Gutiérrez, Belén del Río ed Enrique Lorenzo Arquitectos. E con sede a Durban, in Sud Africa, partecipa Mark Bellingan di Common Architecture.

Remo Masala, di Vision Alphabet di Berlino (noto per diversi progetti innovativi nel settore turistico come Casa Cook o la nuova immagine di Condor Airlines), è il responsabile della direzione creativa.

Dietro il progetto Cradle of the Soul ci sono due famiglie di investimento belghe, Vandermarliere e Van Biervliet. Entrambi hanno un forte portafoglio di progetti immobiliari, sia in Belgio che a livello internazionale. Il loro passato  nel settore alberghiero e immobiliare comprende promozioni come Baobab Suites e Corales Resort a Tenerife.

Il lavoro è diretto da Andrés Muñoz, ex manager della compagnia di tram di Tenerife (Metropolitano), che, secondo il comunicato stampa dei promotori, “ha una vasta esperienza in grandi progetti, come il club Metropolitan de Tenerife”.

I gruppi ambientalisti fanno appello a tutti perche’ si rendano partecipi all’assemblea di sabato a El Puertito.

Il Forum contro l’incenerimento è stato il primo a lanciare l’allarme dal mondo ambientalista. Ora, con i lavori di sterro già in corso, il Forum ritiene che questa operazione urbanistica eserciterà “una pressione insopportabile sull’area protetta de La Caleta, che sarà bloccata da sviluppi su entrambi i lati ed è incomprensibile che la costruzione continui a strapiombo, in burroni e così vicino al mare.Questo blog ambientale, con decenni di attivismo, afferma che è diventato chiaro che il Comune ha lasciato questa zona abbandonata “affinché ora vengano alcuni investitori a salvarla”, invece di aver recuperato questo angolo costiero e aver degnamente mantenuto ” il villaggio di pescatori”. “Insomma, tutto questo è una vera barbarie”, conclude.

L’ATAN ha chiesto la collaborazione di tutti  perché «l’ultimo nucleo costiero tradizionale nel sud-ovest di Tenerife è minacciato da un nuovo sviluppo turistico» e avverte che la prevista spiaggia artificiale «interessa una riserva marina protetta (Area Speciale di Conservazione Teno-Rasca)». “Il resto del complesso”, dice ATAN, “finirebbe per incastrare un’altra area naturale protetta a pochi metri di distanza, il Sito di Interesse Scientifico La Caleta”.

Da parte sua, Salvar La Tejita afferma che questi lavori hanno lo scopo di ” distruggere una delle poche aree libere dal cemento selvaggio che ci era rimasto: il Puertito de Armeñime”.  “Non lo permetteremo. Andate a protestare per uno spazio naturale che deve essere preservato e non venduto al miglior offerente” dichiara questa associazione, nota per la sua opposizione all’hotel vicino alla spiaggia La Tejita, a Granadilla de Abona.

La Fondazione Telesforo Bravo Juan Coello sottolinea che è “tempo di mobilitarsi per evitare queste sciocchezze” e chiede la partecipazione all’assemblea di sabato “se vogliamo fermare la distruzione del nostro patrimonio naturale”.

Anche il biologo marino Pablo Martín ha criticato il progetto: “Siamo in anni molto difficili per le Isole Canarie, dove continuano a scommettere su un modello e progetti che distruggono il nostro territorio, la natura e i paesaggi. Di questo passo sono sicuro al 100% che a nessuno piacerà Tenerife, un’isola che sta crollando e sempre più sovraffollata. Non lasceranno un pollice di cemento libero.”

Lo scorso marzo, il gruppo municipale della coalizione Canarie-PNC nel consiglio comunale di Adeje ha chiesto che le case di El Puertito fossero protette e che i suoi 33 vicini “possano continuare a viverci come hanno sempre fatto”.

Il portavoce del CC, Oliver Tacoronte, ha annunciato che la sua formazione difenderà “per quanto necessario” gli abitanti di questa singolare area costiera “contro i progetti di sviluppo urbano e turistico privati ​​promossi dal Comune”.

I nazionalisti di Adeje avevano gia’ lanciato un grido di allarme denunciando questa situazione all’epoca dopo che il PSOE ha approvato una specifica modifica del settore 6 del Piano generale di pianificazione (PGO), in cui è stato proposto che le case di El Puertito ai piedi della costa abbiano un uso commerciale, divieto di uso abitativo.