La brutta notizia che le Canarie si aspettavano e’ arrivata. Le autorità britanniche conservano le Isole Canarie, e tutta la Spagna, nella loro lista gialla. Cio’ significa che le Canarie manterranno la stessa posizione di quei paesi verso i quali e’ consentito viaggiare solo se, al ritorno, si effettua una quarantena domiciliare per 10 giorni e viene effettuato un test di rilevamento del covid-19 il secondo giorno del rientro o prima, e l’ottavo giorno o dopo.

Il governo britannico ha stilato questo giovedì 3 giugno l’elenco dei paesi in verde (senza restrizioni di viaggio), giallo (con quarantena e test al ritorno) e rosso (dove non si dovrebbe viaggiare per piacere).

Questa stretta del Regno Unito verso le Canarie, provoca un duro colpo al settore turistico dell’Arcipelago. Fino all’ultimo si contava sulla revoca delle restrizioni al turismo britannico, dato poi che nell’Arcipelago delle Canarie i dati della pandemia sono notevolmente migliorati, con poco più di 32 casi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni e 70 casi in 14 giorni (in Gran Bretagna hanno un’incidenza cumulativa di 60 in 14 giorni).

I dati delle Isole Canarie sono quelli con la migliore evoluzione della pandemia tra le comunita’ autonome. Naturale che il governo delle Canarie prevedesse che, vista l’insularità e la lontananza dell’Arcipelago rispetto alla Penisola, la Gran Bretagna lo avrebbe catalogato con il colore verde.

Il presidente dell’associazione Ashotel, e anche della Confederazione Spagnola degli Alberghi e degli Alloggi Turistici (CEHAT), Jore Marichal, ha definito questa come una “cattiva notizia”  che ha fatto crollare le aspettative del settore di iniziare a recuperare questo giugno un po’ di quello che il Covid19 aveva tolto, dando un rilancio all’economia e all’occupazione.

Purtroppo ancora quasi 77.000 persone nelle Isole Canarie fanno parte del grande “esercito” di coloro che percepiscono un sussidio, in attesa di rientrare al lavoro (ERTE).

Marichal ha comunque ricordato di non abbassare la guardia e di continuare a rispettare le normative sanitarie. Solo cosi i parametri del Covid19 si abbasseranno ancora nelle Isole Canarie, e questo indipendentemente da ciò che stabiliscono i paesi stranieri da cui provengono i turisti.

Il settore turistico delle Canarie dall’inizio della pandemia e’ il piu’ colpito e bisognoso di riprendere la china. Perche’ questo avvenga il turismo britannico è essenziale. Le cifre non lasciano spazio a dubbi: nel 2019, dei 13,1 milioni di turisti stranieri che hanno visitato le Isole Canarie, quelli provenienti dalla Gran Bretagna hanno rappresentato oltre il 32% del totale.

A metà del mese di maggio, tre paesi tradizionali che inviano turisti nell’arcipelago hanno revocato le restrizioni ai viaggi in vacanza nelle isole. I primi ad annunciarlo sono stati i Paesi Bassi, che non applicano i test COVID-19 né mettono in quarantena i propri turisti che tornano dalle Isole Canarie. Successivamente sono state Germania e Danimarca ad aver rimosso le Isole Canarie dalla loro lista di zone a rischio a causa della pandemia, luogo in cui in precedenza  avevano sconsigliato di andare in vacanza.

Bisogna tener conto che la Germania è il secondo Paese straniero da dove arrivano più turisti alle Isole Canarie (18%), Paesi Bassi il terzo (3,7%) e Danimarca il dodicesimo (2,1%), secondo i dati del 2019.