Sembra che il numero dei contagiati con il Covid nelle ultime settimane nelle Isole Canarie , in tutta la Spagna e in altri paesi abbia ripreso la sua salita facendo in questo modo aumentare i ricoveri ospedalieri . Si teme quindi una nuova pressione in questo ambiente.

Il Capo della Sezione di Epidemiologia della Direzione Generale della Sanità Pubblica del Governo delle Isole Canarie, Amós García Rojas, ha comunque dichiarato di approcciarci con calma di fronte all’aumento dei casi, ma “di non dimenticarci che il virus c’è”, ed è quindi d’uopo “mantenere alcune restrizioni e cure”. Infatti non ha escluso la necessità di “prendere misure” nuovamente, a tutela degli anziani e dei vulnerabili, “magari nell’obbligo di indossare la mascherina al chiuso, se la situazione non migliora”.

Ha affermato inoltre che “sono coinvolti diversi fattori, in primis un notevole rilassamento sociale, oltre allo svolgimento di eventi massivi e un aumento della mobilità che si è unito anche all’allentamento delle misure di controllo stabilite con la pandemia”. Bisogna altresi considerare, secondo García, la comparsa di “nuove varianti di SARS-CoV-2, molto piu’ contagiose delle precedenti, e che di conseguenza causano molte più infezioni, ma fortunatamente sono anche meno virulente, la maggior parte sono lievi o asintomatiche. ”. E dato che ci sono più infezioni “alcuni devono raggiungere gli ospedali e, sebbene non siano così gravi, a causa del loro aumento possono mettere in tensione un sistema sanitario dove alcuni professionisti sono assenti per e vacanze estive”

Il Capo della Sezione di Epidemiologia ha esortato quella popolazione che non ha ancora completato la vaccinazione o il rinforzo a farlo. “E’ fondamentale. In un momento di piena espansione del virus come quello attuale, è molto importante che vengano vaccinati per avere quell’immunità”.
Dall’altro, ha ribadito la necessità di “prendersi cura delle persone più vulnerabili, degli anziani e di chi soffre di morbilità”, facendo sostanzialmente vedere a loro e ai loro caregiver che nei loro spostamenti indossino la mascherina, soprattutto FFP2″, e che le persone che li circondano “siano attente e se possibile mantengano misure precauzionali”.

Sostiene “non c’è nessuno che non conosca qualcuno che è contagiato” come del resto “è più difficile per qualcuno che una persona conosciuta venga ricoverata seriamente in terapia intensiva”. “Dobbiamo ricordare che la pandemia non è finita, e chi è vicino o si prende cura di persone vulnerabili dovrebbe proteggersi”.

Per quanto riguarda l’adozione di misure se i contagi continuano a crescere, ha affermato che “dovremo agire di conseguenza”. Le grandi feste che si stanno svolgendo a Tenerife e Gran Canaria “porteranno a più contagi”. “Se la situazione non viene reindirizzata, si dovranno adottare misure”, insistendo sulla tutela degli anziani e dei vulnerabili, “magari nell’obbligo di utilizzo della mascherina al chiuso, nell’attività e nelle visite a residenze e ospedali”, e in futuro nelle vicinanze si potrebbe pensare al “controllo della qualità dell’aria negli stabilimenti indoor”

Infine, Amós García si e’ dichiarato ottimista assicurando che “la situazione è molto migliore rispetto ai primi momenti. Attualmente il mare dove si stanno verificando queste onde pandemiche è molto più calmo di prima, quando era in piena tempesta. Questo però non significa che siamo sereni ed è finita, per niente, ma la situazione è decisamente migliore”.

Da parte sua, il professore di Parassitologia all’ULL, Basilio Valladares, ha sottolineato che l’aumento generale dei contagi “era prevedibile”, perché ci sono alcune mutazioni ommicroniche BA.4 e BA.5 che “si diffondono molto facilmente, hanno tolto le restrizioni e la loro guardia è stata abbassata, quando abbiamo ripetuto che il comportamento individuale è fondamentale per combattere la pandemia”.