Cosa accadrebbe se la tua azienda sbaglia l’accredito del tuo stipendio e ti paga di più? E dopo aver percepito la somma decidi di licenziarti? E infine hai l’obbligo di restituire le somme percepite in eccesso? La risposta è sicuramente si.

Rifiutarsi di restituire i soldi non solo può farti perdere il lavoro, ma può anche costarti un penale se l’azienda decide  di denunciarti per un reato di appropriazione indebita, che comporta anche una pena detentiva.

Ma non è questo che ha pensato un cittadino cileno, che ha scoperto di essere stato pagato 330 volte in più di quanto dovuto.

L’uomo lavorava presso l’Industrial Food Consortium  (Cial) del Cile, importante azienda di prodotti a base di carne del Paese, con oltre 50 anni di storia nel settore. Un errore umano sembra essere la ragione di questo evento insolito. Il mese scorso gli sono stati versati come stipendio 165.398.851 pesos cileni, circa 170.507 euro al cambio. La sua retribuzione da impiegato d’ufficio, in realtà, era di 500.000 pesos (515 euro).

Secondo il  quotidiano locale Diario Financiero ,in un primo,  il lavoratore si sarebbe recato da un vicedirettore per dirgli che c’era stato un errore nel pagamento della sua busta paga. Informato che doveva restituire la somma di denaro che gli era stata depositata per errore, confermava che il giorno successivo si sarebbe recato presso la sua banca per restituire l’importo in eccedenza.

Il giorno successivo però, nelle prime ore del pomeriggio, l’azienda si è accorta che l’importo non era stato rimborsato, e per tale motivo ha cercato di contattare il proprio lavoratore. Solo dopo ore è riuscita a mettersi in contatto con il dipendente, che si giustificava per il mancato rimborso affermando di essersi addormentato e non essersi presentato al suo lavoro.

Purtroppo questo è stato l’ultimo contatto tra l’azienda e il lavoratore fino a quando, il 2 giugno, l’Industrial Food Consortium ha ricevuto una notifica da uno studio legale: il dipendente comunicava le sue dimissioni dal lavoro e, da allora, non si è più saputo nulla di lui. Ora, la società ha avviato un’azione legale nei suoi confronti per un presunto reato di appropriazione indebita. “E’ stato informato e chiarito che questo denaro non corrispondeva al pagamento di alcun servizio o prestazione”.