“Le Canarie non diventeranno come Lesbo o Lampedusa” ha affermato Roman Rodriguez ai giornalisti che lo hanno intervistato dopo il suo colloquio con il ministro della Sicurezza sociale e della migrazione, Jose’ Luis Escriva’.

Il vicepresidente e consigliere per i bilanci, le finanze e gli affari europei del governo delle Isole Canarie, Roman Rodriguez, si e’ trovato contrario all’atteggiamento dello Stato che ritiene le istituzioni canarie carenti nell’accoglienza ai migranti che fanno sbarco in questi ultimi tempi a bordo di cayucos.

Secondo Rodriguez il governo spagnolo deve adempiere ai suoi doveri di accoglienza rispettando le istituzioni e i cittadini delle isole canarie. Il vicepresidente ha menzionato le precedenti crisi migratorie, la prima tra il 1999 e il 2003, quando alle Canarie sono arrivati 28.000 migranti, e la seconda, tra il 2004 e il 2007, quando sono arrivati invece 85.000 migranti. Fino ad oggi sulle coste dell’arcipelago ne sono sbarcati 5.600.

Ha sottolineato che non si devono mettere in discussione le istituzioni dell’arcipelago e che i cittadini e le istituzioni hanno agito, nei confronti degli immigrati, con solidarietà e collaborazione.

Ma poichè questo fenomeno dell’immigrazione continuerà a verificarsi, si dovranno considerare metodi di aiuto nei paesi di origine attraverso canali diplomatici, economici e di sicurezza; una politica di accoglienza che miri al rinvio al continente europeo e un miglioramento nei metodi soccorso.

Roman Rodriguez ha evidenziato che non esiste motivo per trattenere sulle isole i migranti. E che il problema va affrontato nell’immediato, senza rinvii, come già accaduto in passato.