Chi non avrebbe voluto da ragazzo intraprendere il mestiere di archeologo, individuare dove nessuno saprebbe farlo le impronte del passato, studiare per arrivare a capirne l’eta’, la storia, la favola. A Yaiza, nell’Isola di Lanzarote, e piu’ precisamente a San Marcial de Rubicón, ad esempio, e’ cominciata la seconda campagna di scavi archeologici. Proprio qui si lavora per ottenere nuove informazioni materiali riguardo i primi anni della conquista delle Isole Canarie. Attraverso questo progetto,  strettamente connesso all’accordo di collaborazione tra il governo delle Isole Canarie, il Comune di Yaiza, l’Università di Las Palmas de Gran Canaria e l’Università di La Laguna, hanno rinvenuto reperti di vero interesse, e tra questi  le monete più antiche dell’arcipelago, ad eccezione della moneta di Jaime II riesumata nella Cueva Pintada de Gáldar. Lo scorso venerdì 3 giugno sono stati resi noti gli esiti dell’ultima campagna di scavo in quest’area a sud dell’isola con la partecipazione di Nona Perera, direttore generale dei Beni culturali; Óscar Noda, sindaco del consiglio comunale di Yaiza, Esther Chávez e María del Cristo González, co-direttori del progetto di ricerca e professori rispettivamente dell’ULL e dell’ULPGC.

Perera, ha dichiarato che ora “è in elaborazione un nuovo accordo, che con una validità di 2 anni garantirà la continuità delle indagini a San Marcial de Rubicón”, aggiungendo che “la seconda campagna svolta si sta rivelando molto fruttuosa e straordinaria per la quantità di nuove informazioni che vengono fornite dalla conoscenza dei primi momenti della conquista e dalla sottomissione della popolazione autoctona dell’isola”.

Óscar Noda ha invece espresso il suo compiacimento perche’ “i risultati dell’attuale intervento archeologico a San Marcial de Rubicón sono un grande passo verso l’obiettivo di creare un parco visitabile che aiuti a diffondere la storia delle Isole Canarie, consentendo la conservazione delle prove tangibili di esso. Il comune di Yaiza è impegnato nella firma di un nuovo accordo con Cultural Heritage e le due università pubbliche delle Canarie per continuare ad avanzare in questa entusiasmante ricerca”.

Tra i pezzi riemersi negli scavi c’e’ una grande quantità di ceramica sia aborigena che coloniale, che consente di datare alcune aree del sito, ma senza dubbio la scoperta più eccezionale di quest’ultima campagna è stata l’insieme di monete rinvenute in due delle aree scavate, la cosiddetta zona manifatturiera e la zona dell’habitat europeo.