Ti volti un attimo, il tempo di un minuto, e in quel minuto la settimana e’ finita, volata. Neanche ci si accorge che dal lunedi al sabato son passati sei giorni, tanto sia sempre quasi domenica, quasi ora di ricominciare. E poi ci sono i giorni belli, quelli da ricordare, le piccole cose che hanno reso speciale un momento, un fatto, e quelli un po’ meno, da cercare di spingere infondo, la’ dove la memoria alle volte non arriva, dove si cerca di annullare un accadimento, un torto, un dispiacere.

La vita e’ un lampo. Manco fossimo in debito coi minuti, tanto si sommano in fretta e se ne vanno veloci. Anche qui, dove il mare si fa sentire, ne senti l’odore, dove e’ festa, allegria, dove e’ sempre fine ed inizio, ogni giorno per chi arriva, e per chi se ne va.

Chi ha inventato il tempo, doveva pensarlo piu’ lungo, piu’ lento, doveva almeno darci il tempo per goderlo questo tempo un pochino di piu’. Forse per questo ci hanno regalato i ricordi. Quelli che lo tengono vivo. Che ce lo prolungano, che non ti viene in mente se quel giorno era un lunedi, ma sai che comunque, quel giorno era stato uno dei migliori.  Noi che cerchiamo di mettere in evidenza solo il tempo piu’ lieto, per poi passare e ripassare su sbagli, torti e dispiaceri.

Il tempo corre come fosse in pista e dovesse primeggiare. E noi dietro, dietro al tempo a cercare di dargli un senso, e che sia se si puo’ un tempo prezioso, speso bene, con saggezza, con cura, per poi magari cadere nel primo errore, quello che non avevamo preventivato. Pensando Ma tanto c’e’ tempo, anche quando oramai il tempo sembra quasi finito.

Gia’ sabato, anche oggi, gia’ pensando che comunque, un giorno e’ uguale all’altro, e la noia lascera’ spazio alla gioia, e il nostro sorriso se e’ appena accennato si allarghera’, e impareremo a goderci ogni istante, a comprendere, ad apprezzare, e se qualcosa non va, a sperare, ad avere fiducia che tutto possa cambiare. Che con la velocita’ del tempo, il nostro palcoscenico ci regali personaggi migliori.

Intanto si guarda il mare, si ascolta il rumore, si chiudono gli occhi. E si va avanti il piu’ adagio possibile, affinche’ questo tempo duri uno spazio piu’ ampio, affinche’ il tempo che passa, si faccia poco sentire.

Danila Rocca