Una donna di 48 anni, Sonia Sainz-Maza, di Burgos in Castiglia e León, muore in un letto d’ospedale a causa di un cancro al colon, in fase avanzata. Non è questo che fa notizia ma bensì il suo breve calvario per il quale è arrivata alla morte. Stiamo vivendo un periodo in cui a causa della pandemia tutte le altre patologie, molte volte, non sono trattate in tempo e i sintomi vengono sottovalutati a fronte di quello che viene considerato un rischio maggiore: il Covid-19.

E questo purtroppo è quello che è successo a Sonia. Comincia sentirsi male ad aprile, in piena pandemia, il medico di famiglia pur vedendola un paio di volte non ritiene opportuno farle fare gli accertamenti necessari, sebbene la sua salute stia velocemente peggiorando. La donna arriva al punto di recarsi al pronto soccorso di due ospedali ma le viene detto in malo modo che lei non rappresenta una priorità, siamo come già detto in piena emergenza e i pronto soccorso sono presi letteralmente d’assalto, per cui chi arriva e non manifesta chiari e inequivocabili segni di difficoltà respiratoria o fiato corto non viene accettato.

Solo a luglio le viene diagnosticata la malattia. Purtroppo il tumore è già in una fase avanzata e il responso non lascia scampo: inutile intervenire chirurgicamente.