Si è svolto questo giovedì il primo percorso guidato al cono del vulcano a La Palma, ancora senza nome, con un gruppo di 14 persone e con l’obiettivo di controllare e proteggere l’ambiente post-vulcanico, esperimento pilota in previsione soprattutto del grande afflusso di turisti previsto per La Settimana Santa non lascia un segno nel paesaggio.

Questo percorso parte, dopo un breve colloquio in cui è richiesto il rispetto dell’ambiente, dalla base del monte Enrique e avanza lungo un sentiero per mezz’ora fino a raggiungere la parete orientale della bocca principale, con vista frontale del secondario cono, non visibile da altri punti di osservazione.

In diversi punti del percorso vengono effettuate soste dove la guida al seguito spiega le diverse fasi dell’eruzione, com’era il paesaggio precedente e le conseguenze causate durante i tre mesi in cui il vulcano nato nell’Hoya de Tajogaite è rimasto attivo.
Federica Ceiner è stata la guida incaricata di seguire questo percorso dopo aver ricevuto l’adeguata formazione alcuni giorni fa dal Cabildo de la La Palm, la quale ha apprezzato la riattivazione dell’escursionismo, in particolare in questa nuova forma di attrazione turistica che ha l’isola, e si auspica che tale iniziativa permanga anche dopo Pasqua in maniera permanente.

Le prime due giornate quella di giovedì 7 e quella di oggi, sono state riservate alla gente dell’sola, colpite dall’eruzione, quindi Ceiner ha adattato il contenuto delle sue spiegazioni a un pubblico che già conosce l’isola, qualcosa che cambierà quando i colloqui sono diretti ai turisti.

Così, durante la passeggiata, i partecipanti hanno visto come è cambiata questa parte del Parco Naturale Cumbre Vieja e come i pendii un tempo coperti da aghi di pino secchi sono ora sepolti sotto uno strato vergine di cenere vulcanica senza impronte.

Anche durante il percorso i visitatori si sono imbattuti in squadre di pulizia incaricate di mantenere i bordi del sentiero liberi da segni di scarpe, al fine di preservare nel tempo il paesaggio creatosi dopo l’eruzione del vulcano La Palma.

Juan Carlos e Pepe, due degli escursionisti, hanno ricordato come in passato la zona del Camino Cabeza de Vaca fosse un luogo di raccolta di castagne e fichi, passando davanti a uno di questi alberi da frutto che comincia a mostrare i primi germogli verdi.

Josep, catalano che vive da anni alla Palma e residente al Camino Aniceto, che non ha ancora potuto tornare a casa sua, ha percorso il Cammino con la moglie, non volendo perdere questa occasione per vedere con i propri occhio come il vulcano ha cambiato l’ambiente.

Josep parla “con attenzione” della bellezza del vulcano e del paesaggio che lo circonda, anche con la distruzione che ha lasciato sulla sua scia, ma riconosce che il danno che ha fatto ad alcune famiglie non permetterà loro di apprezzare lo spettacolo visivo.

Le rotte verso il cono del vulcano La Palma saranno aperte al pubblico e al turismo da domenica 10 aprile tramite le aziende turistiche autorizzate.