Il direttore del Servizio sanitario delle Isole Canarie (SCS), Conrado Domínguez, aveva ricevuto da WhatsApp nel febbraio 2021 un’offerta per l’acquisto di tre milioni di vaccini Pfizer dal commissionario Samuel Machín tramite l’uomo d’affari Emilio Santacatalina, CEO del Santa Catalina Gruppo. Le poche informazioni offerte dal venditore e il suo atteggiamento elusivo nel fornire dati essenziali, generalmente normali in questo tipo di transazione quali  l’origine della merce e il lotto a cui appartengono le fiale, e nella consapevolezza che le aziende farmaceutiche possono vendere solo ai governi, hanno immediatamente sollevato sospetti de Domínguez , che si è recato al Ministero della Salute per verificare l’offerta. Questa intuizione ha permesso di fermare un presunto reato di frode a livello europeo, in cui sono intervenute la Guardia Civile e l’Interpol.

La segnalazione del direttore dell’SCS alle autorità sanitarie è stata elaborata attraverso l’Agenzia spagnola per i medicinali e i prodotti sanitari (AEMPS), che ha avviato le indagini sui fatti e ha affidato il caso alla Guardia Civile e all’Ufficio europeo di Lotta alla frode (OLAF) . Secondo fonti dell’AEMPS, il suo dipartimento di Ispezione e Controllo hanno ringraziato Domínguez per la sua collaborazione e gli ha chiesto espressamente di continuare a  mantenere un contatto, conservando un atteggiamento di interesse all’offerta, per cercare di verificare l’origine della merce. Pertanto il direttore dell’SCS ha mantenuto i colloqui di transazione con Santacatalina e Machín, fungendo da gancio per aiutare a scoprire la possibile truffa.

Il primo contatto con Machín è avvenuto il 10 febbraio 2021. Solo sei giorni dopo, grazie all’avvertimento di Domínguez, la Guardia civile, che aveva avviato le indagini, ha confermare che il profilo di Santacatalina potesse rientrare in quello di un comunissimo truffatore, infatti l’indagine della Guardia Civil evidenziava  la sua disponibilità “di una rete di società, e a suo carico precedenti per vari reati, tra cui falsificazione di documenti, e una indagine in corso per riciclaggio di denaro”.  Insomma un personaggio non certo raccomandabile.

L’8 marzo 2021, su richiesta della Guardia Civile, Domínguez sporge denuncia contro Emilio Santacatalina per un presunto reato di tentata frode Tramite whatsapp al direttore della SCS e ad un ispettore dell’AEMPS, Santacatalina confermava di possedere 12 milioni di fiale di vaccino della Pfizer, questo grazie al fatto di aver gestito un fondo di investimento che aiutava l’azienda farmaceutica, con capitali, ad espandere la propria capacità produttiva. In cambio l’azienda aveva rilasciato a titolo di pagamento “diritti di vendita” per un totale di 12 milioni di fiale, sebbene potessero venderle solo ai governi,  e in tranche da un milione di vaccini.

L’imprenditore sosteneva di aver già firmato accordi con Francia, Iran e diverse comunità autonome spagnole e di agire per conto della società Follow Creation Limited, con sede a Londra, e del Santa Catalina Group. Per chiudere la trattativa  chiedeva il pagamento della merce con un bonifico  su un conto bancario. Santacalina pretendeva anche la firma di una lettera di impegno per garantire la transazione, senza la quale significava che non sarebbe stato in grado di fornire il numero di lotto delle fiale, un’informazione essenziale per confermare l’origine del farmaco. Su insistenza sia di Domínguez che di un ispettore dell’AEMPS per conoscere l’origine dei vaccini, Santacatalina aveva assicurato loro che le fiale provenivano direttamente dalla fabbrica farmaceutica, situata in Belgio e a conferma di questo aveva inviato semplicemente informazioni sull’antidoto, sotto forma di file pubblicati su Internet e liberamente accessibili.

La Pfizer dal canto suo negava all’AEMPS di aver mai intrattenuto un accordo commerciale con Santacatalina , e confermava altresì che tutta la sua produzione era affidata alle pubbliche amministrazioni. Nelle indagini è intervenuta anche l’Interpol che comprovava che la Pfizer non aveva violato l’accordo con l’Unione Europea per la fornitura di fiale. In quei mesi la polizia internazionale ha allertato le autorità sanitarie europee del proliferare di offerte fraudolente nel mercato dei vaccini contro il coronavirus.