Appena arrivata mi dissero”Tenerife la ami o la detesti, via di mezzo non c’e'”. Non capii subito quelle parole cosi’ drastiche, e pensai che al primo impatto tutto mi sembrasse soltanto molto strano. Scesa al Sud dell’Isola da quel volo di quasi tutti italiani (bambino in lacrime con strilli, donna schizzinosa che toccava con la punta delle dita le poltrone per andare al bagno, chiacchiere ad alta voce anche tra vicini), quelle case arrampicate sulle montagne, un tutt’uno con esse, mi fecero storcere il naso.

Il paesaggio deturpato mi sembro’ un affronto all’isola, agli isolani, e tutti quei negozi di cineserie, quei ristorantini uno a fianco all’altro, un po’ stantii, mi diedero la sensazione di un paesaggio irreale, troppo ostentato nel suo lato piu’ commerciale, e cosi’ poco magico, per me che credevo avrei trovato solo spiaggia, case bianche ed alberghi, in dose ridotta.

Ebbene. Capii che Tenerife e’ anche altro. E lo scoprii man mano che i giorni passavano. Non avrei dovuto indossare il vestitino le scarpine la borsa tutto rigorosamente ad hoc. Ogni mattina, o quasi, il cielo terso. Che strano d’inverno. Che strano per me che arrivavo dalla Pianura Padana, dove quando capitano le giornate cosi’, tutti sul proprio profilo fb postano foto del cielo azzurro: evento raro. Ognuno si faceva i cavoli propri. Nessuno per strada ti osservava, giudicava i chili di troppo o la magrezza eccessiva, camminava da “stragnocca”.

Relax assoluto, tempi lunghissimi. Si pranzava quando si voleva, idem per la cena, prima delle 20 non se ne parlava. Un po’ come accadeva, ricordavo, nel Sud dell’Italia. Anche li’ gente allegra, complice il clima, chissa’.

Mi accorsi che infondo, di non avere il teatro dove andarmi a gustare uno spettacolo di un artista della mia terra, non era poi cosi’ grave. Ci si poteva accontentare del televisore. C’era un ritorno di quattro ore in Italia, quando avessi voluto. Clima festivo sempre. Aria di vacanza anche per chi lavorava.

E poi tutto si poteva con pazienza superare. La lingua, il cibo, le usanze diverse. Davanti ad una estate perenne si inchinerebbe chiunque. Capii di averla amata subito Tenerife. Nonostante qualche imbroglione in cui si puo’ incappare se non si sta attenti (ma in ogni angolo del mondo ci sono), nonostante i falsi amici che cercano di sfruttarti (ma poi li si manda a quel paese di corsa), nonostante tutti i nonostante che possano nascere, Tenerife e’ la calma assoluta. Il mañana. Il vale, vale…. Le abitudini capovolte, quelle che ci fanno innamorare del tempo, sempre piu’ largo.

Danila Rocca