Vi ricordate il boss di ‘Baywatch’, la serie di ragazzi e ragazze, che ha imperversato nelle tv di mezzo mondo? Eccolo di nuovo questa volta per uno scopo benefico, sempre in spiaggia, oramai suo habitat naturale.  Non quindi per una nuova serie del programma, ma per una pubblicità di una ONG ambientalista  che si occupa di salvare le tartarughe marine, a rischio di morte per la plastica che galleggia nel mare.

L’attore David Hasselhoff, 69 anni, si unisce cosi alla campagna dell’organizzazione Sea Turtles (Turtles of the Sea) per ripulire da questi rifiuti gli habitat delle tartarughe in via di estinzione nei mari del pianeta.

Lo spot  presenta il bagnino Mitch Buchannon -nella finzione- che viene attivato, questa volta in tuta da ginnastica, per evitare che una tartaruga appena nata si scontri con un ostacolo di plastica abbandonato sulla costa. Questo quanto realizzato dall’ azienda StreamSoda, che commercializza un dispositivo per fare l’acqua gassata in casa e “risparmiare così 78 milioni di bottiglie di plastica entro il 2025”, e che e’ stato presentato ieri 22 aprile per la Giornata della Terra.

Scortato da due giovani uomini, un ragazzo e una ragazza delle stesse dimensioni dei suoi co-protagonisti degli anni ’90, Hasselhoff si tuffa a capofitto per aiutare la corazzata rettiliana a raggiungere il mare. “Salva una tartaruga marina”, dice Hoff, che è stata anche la star di “Knight Rider”. Mostrando la sua bottiglia riutilizzabile, chiarisce che la sua lotta è anche per l’eliminazione dei contenitori monouso.

Lo spot può essere visto anche su YouTube, sostiene la campagna ambientale “Billion Baby Turtles”, che cerca di proteggere i luoghi in cui si riproducono queste specie in via di estinzione. L’ONG, con una dozzina di membri a contratto, si è specializzata nella conservazione delle tartarughe verdi, liuto e embricate, quelle che solitamente  migrano verso il Mar dei Caraibi per la loro deposizione annuale.

I Giganti in pericolo

Secondo un rapporto presentato dagli ambientalisti a febbraio, su una singola spiaggia panamense sono stati scovati quasi 1.500 nidi, con circa 20.000 piccoli. I veri protettori di questi nidi percorrono chilometri di spiaggia di notte e con andatura tranquilla, illuminandosi con le torce elettriche e annotando sui loro taccuini ogni incontro con gli animali che strisciano lungo il banco di sabbia per deporre le uova e tornare al pellegrinaggio.

L’Ong ha stabilito che il monitoraggio di ogni prole può costare 70 centesimi di euro. I principali predatori di questi rettili appena nati non sono più i loro “nemici” naturali, come granchi e pesci più grandi, ma oggetti artificiali,come attrezzi da pesca abbandonati e plastica, lasciati galleggiare nello specchio d’acqua pronti a soffocarli o ad ostruire il loro sistema digestivo. “Ognuno deve fare la propria parte e contribuire a un mondo più sostenibile”, afferma Hasselhoff, in una dichiarazione, per presentare la campagna per la Giornata mondiale della Terra. “Non fare niente non è un opzione.”

Fare la propria parte significa  preservare i nostri mari da tutta la plastica che facciamo loro inghiottire, e quant’altro gettiamo nelle loro acque senza ritegno, dai mozziconi di sigaretta a qualsiasi altro genere di rifiuto. Basterebbe poco, pochissimo, e soprattutto il rispetto per la natura che ci circonda, per evitare queste tragedie. Pensiamoci.