Numeri importanti legati alle tragedie del mare: una persona scomparsa e 28 morti per annegamento nelle Isole Canarie da gennaio , secondo il bilancio dell’organizzazione delle Isole Canarie che gestisce 1.500 chilometri di costa, numeri che evidenziano un aumento di decessi, sei morti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Solo nell’ultimo mese sono state sette le disgrazie avvenute sulle coste e sulle strutture acquatiche dell’arcipelago delle Canarie, e di queste quattro sono state vittime di sommersione, una è scomparsa e due sono state gravemente ferito moderato.

I dati sono stati elaborati dai promotori della prima campagna audiovisiva dell’UE per la prevenzione degli infortuni nell’ambiente acquatico “Canarie, 1500 Km di costa”, si legge nel comunicato.

Ai 28 morti per annegamento si aggiunge la scomparsa di una persona caduta in mare durante la pesca e il cui corpo non è stato ancora ritrovato, e tre persone ferite, cinque gravemente ferite, 22 moderatamente ferite, sei lievemente e nove soccorse: 74 in totale le vittime di incidenti acquatici, da gennaio a giugno.

Il 69% dei deceduti identificati erano stranieri di 7 nazionalità: Polonia (2), Germania (2), Regno Unito (1), Olanda (1), Norvegia (1), Irlanda (1), Portogallo (1) e altri ( 3).

Per isole, Tenerife ha registrato 7 morti per sommersione; Gran Canaria e Fuerteventura, 6 deceduti; Lanzarote, 4; La Gomera, 3; El Hierro e La Palma 1; e La Graciosa non ha registrato morti.

Il 79% degli annegamenti mortali si è verificato nel pomeriggio; 17% al mattino e 8% la sera.

Per attività, il 64% (18) dei defunti erano nuotatori ; pescatori 11% (3); subacquei 3% 1; atleti acquatici 4% (1) e nelle altre sezioni, 18% (5).

Le spiagge comunque continuano ad essere quella con il più alto tasso di mortalità, con il 43% dei casi, seguite da porti e zone costiere (39%); piscine naturali (10%) e piscine (8%)