Venite a Tenerife. Voi non sapete cosa vi perdete a non essere qui. Lo so. c’è il Covid, direte voi. La paura di viaggiare stipati su un aereo, l’aeroporto dove potrete incontrare altri impavidi come voi, e gente che per lavoro è costretta a salirci ogni giorno, e ha capito che forse è più sicuro della metropolitana, del pullman su cui vi spostate, del supermercato quando c’è ressa, e ci si sta addosso quasi come sardine.

Voi non sapete cosa significa stare in infradito, indossare abitini leggeri, riempire l’armadio solo di indumenti estivi e pieni di colori vivaci. Dimenticare per tutto l’anno quel nero che un po’ perchè sfila, un po’ perchè in città quando finisce l’estate ci si addobba di questo colore, era la parte importante del guardaroba. Prendere il sole sulla pelle che oramai basta niente per assumere quel colorito più sano, quell’abbronzatura leggera che spicca sul bianco della camicia che vostro marito vi chiederà per uscire la sera.

Voi dovete provare a fregarvene della borsa firmata, della tinta ogni venti giorni che la crescita mica sta bene. Dovete scendere da quella scaletta e sentire il vento che vi accarezza la faccia, guardarvi in giro. In un momento scoprire che esiste un altro mondo che cammina al contrario del vostro, quello del pranzo e della cena sempre alla solita ora, del maglione pesante, delle estati di zanzare e formiche in giardino, che non ci si può neppure più stare.

Venite a Tenerife che vi innamorerete della vita, se la vita vi avrà deluso. E se ci arriverete felici, vi racconterete una favola nuova. E non potrete dimenticare, al ritorno, quello che rimpiangerete fino al prossimo viaggio su quest’isola bella: i tramonti, ogni sera diversi, ogni volta un incanto, la roccia vulcanica delle spiagge di sabbia nera, la gita al Teide, il freddo della giacchetta pesante per la notte ai piedi del vulcano a guardare le stelle. La gente. I sorrisi. I negozietti che vi invitano a portarvi a casa i ricordi da regalare a qualcuno a cui vorrete poter portare la calma di Tenerife, il suo sole, le palme di cui a volte faticherete a vedere la fine.

Venite. Vale la pena di trovare la strada di una casa che non pensavate potesse diventare la vostra.

Sara’ la vacanza che avrete sempre sognato, o l’inizio di un capitolo nuovo. Venite che a Tenerife col buio le luci che abbelliscono alcune vie, vi riporteranno al mondo fatato di quando, bambini, chiedevate a vostro padre il perchè, in lontananza, quelle barche di pescatori, nell’oscurità sembrassero lucciole.

Vi chiederete come avrete fatto a farne senza fin’ ora. A vivere lontani da qui.

Danila Rocca